Femminicidio: Milano si costituisce parte civile

Dopo Palermo, Avellino e Reggio Calabria, solo per citare i più noti, anche Milano è andata ad allungare la lista dei comuni che hanno deciso di costituirsi parte civile in un procedimento penale per femminicidio. Il caso riguarda l’omicidio di Libanny Mejia Lopez, dominicana di 29 anni, massacrata a coltellate da Victor Hugo Menjivar Gomez, 36enne senza un’occupazione fissa e conoscente di Libanny.

In quella sera tra il 3 e il 4 marzo scorso in cui avviene la mattanza – teatro un piccolo appartamentino di uno dei sempre più stinti quartiere della periferia milanese, il Giambellino – all’orrore si somma orrore: con Libanny, Menjivar Gomez strazia anche il figlioletto di lei, Denzel, 3 anni. Il massacro avviene sotto gli occhi terrorizzati del figlio dell’assassino, 4 anni. La testimonianza che il piccolo rende nel corso di un’udienza protetta è un racconto dall’inferno: «La mamma di Denzel piangeva molto e urlava. Anche io mi sono messo a piangere e anche Denzel. Io chiamavo il mio papà, Denzel chiamava la sua mamma. Dopo – aggiunge il piccolo – ho visto mio padre togliersi la camicia di un colore rosso come il sangue della tigre e buttarla nella spazzatura».

Il movente del duplice omicidio? Lo confessa lo stesso killer nel corso di un lungo interrogatorio: la giovane dominicana ha rifiutato le sue esplicite avances sessuali e minaccia di raccontare tutto a sua moglie (in attesa di un secondo figlio).

Pochi giorni dopo la mattanza, l’8 marzo, il Comune di Milano ha dedicato la Festa della Donna proprio a Libanny e al suo bambino: un invito a non dimenticare e a riflettere sulla tragedia di due vite spezzate con tanta bestialità. Un gesto di solidarietà e di memoria accompagnato, in seguito, dalla costante vicinanza dell’Amministrazione comunale ai familiari delle vittime. Fino alla delibera, oggi, della Giunta: il Comune si costituirà parte civile davanti al Tribunale di Milano e nei successivi gradi di giudizio, in vista del processo penale a carico di Menjivar Gomez, imputato di duplice omicidio aggravato e di violenza sessuale aggravata.

«È opportuna la costituzione di parte civile del Comune di Milano, ente danneggiato dai reati oggetto del processo, poiché leso immediatamente e direttamente nelle proprie finalità statutarie», si legge nel provvedimento della Giunta. La delibera ricorda come l’Amministrazione sia impegnata in un «sistematico e continuo investimento di ingenti risorse per la prevenzione dei reati violenti contro le donne e per l’assistenza alle vittime, tramite strutture e iniziative appositamente dedicate a questa finalità e, in questo caso specifico, utilizzate e messe a disposizione dei familiari di Libanny».

«Il Comune – spiega la delibera – si configura perciò quale soggetto legittimato a proporre in sede penale azione di risarcimento dei danni patrimoniali e non, anche all’immagine».

 

Fonte: Corriere della Sera

 

 

 

 

 

 

  • giovedì, 18 Settembre 2014