Ripartito il fortunato programma di Rai3.
Nella prima puntata si è parlato anche dei Centri AntiViolenza, ormai al collasso, mentre continua la strage delle donne.
Si continuerà a parlare dei Centri Antiviolenza nella prossima puntata.
La nuova stagione è arricchita da un’importante novità, ogni puntata è preceduta da “Iacona incontra”, un appuntamento con le interviste di Riccardo Iacona che metteranno al centro idee e argomenti sui quali riflettere.
Incontri con personaggi famosi ma anche con persone comuni che hanno vissuto grandi storie.

È la tristemente famosa spirale della violenza domestica:

Quello che state per leggere è l’incredibile racconto di una tragedia nazionale, che macina lutti e sparge dolore come una vera e propria macchina da guerra. Una guerra che prima di finire sui giornali nasce nelle case, dentro le famiglie, nel posto che dovrebbe essere il più sicuro e il più protetto e invece diventa improvvisamente il più pericoloso.

Solo a metà del 2012 sono più di 80 le donne uccise in Italia dai loro compagni. 137 nel 2011. Una ogni tre giorni. Riccardo Iacona ha attraversato il paese inseguendo le storie dei tanti maltrattamenti e dei femminicidi. Finalmente la voce di chi subisce violenza possiamo ascoltarla, insieme alle parole degli uomini, quelli che sono stati denunciati: “Avevo paura di perderla. Gliele ho date così forte che è volata giù dal letto…”.
“Qual è allora l’Italia vera, quella dove l’amore è una scelta e le donne sono libere, o quella delle tante case prigione in cui siamo entrati?… Questa è una storia che ci riguarda da vicino, perché ci dice come siamo nel profondo” scrive Iacona. È un fenomeno che non si può catalogare tra i fatti borderline. Sono migliaia i casi di violenza silenziosa e quotidiana che si consumano nSolo nella prima metà del 2012, più di 80 donne hanno perso la vita per mano dei loro compagni. Nel 2011 ne sono morte 137. Una ogni tre giorni.

Un viaggio attraverso il Paese, a partire da Enna e dal terribile assassinio di Vanessa Scialfa, per descrivere gli orrori che si consumano tra le mura domestiche, in una violenza silenziosa e proprio per questo, a suo modo, assordante. Un viaggio per vedere da vicino e ricostruire storie di maltrattamenti e femminicidi, per capire perché così tante vengono uccise in Italia.

Sono quegli stessi delitti che sui giornali definiscono raptus, ma che di inaspettato, in realtà, hanno ben poco. Forse nulla. Questo perché sono storie conosciute dai familiari delle vittime, dai vicini di casa che loro malgrado diventano spettatori delle violenze, spesso anche dalle forze dell’ordine quando le donne hanno avuto il coraggio di denunciare. Sono tutti, dice Iacona, «delitti annunciati» che testimoniano la presenza, in Italia, di una violenza endemica nei confronti del genere femminile.

Fidanzate, mogli, compagne, ex, le loro storie hanno molto in comune, non ultima la conclusione. A confermare i punti di contatto tra le diverse esperienze di maltrattamento sono le operatrici dei centri antiviolenza che, ogni giorno, si trovano ad ascoltare e soccorrere decine di donne in difficoltà. Secondo Maria Grasso, fondatrice e responsabile del centro antiviolenza di Piazza Armerina (Enna), «È un percorso tipico di questi uomini, ce lo dicono tutte le donne che ci vengono a trovare: ti isolano, così è più facile cominciare a colpirti.»

Importantissimo il fatto che, in appendice, sia stato inserito l’elenco dei centri antiviolenza aderenti alla Rete Nazionale Antiviolenza 1522 e all’Associazione nazionale DiRe (Donne in Rete contro la violenza), nella speranza che Se questi sono gli uomini venga preso in mano dalle tante donne che non hanno ancora trovato il coraggio di denunciare.

Insomma, un libro da leggere. E da far leggere.