Torino, molestie sessuali alla collega precaria: l’accusa chiede 10 anni per dirigente della Croce Rossa

Per mesi un dipendente della Croce Rossa, Massimo Raccuia, di 42 anni, avrebbe molestato e aggredito sessualmente una collega a cui stava per scadere il contratto di lavoro all’interno dell’ospedale Gradenigo, del San Giovanni Bosco e del Mauriziano. Il sostituto procuratore Marco Sanini ha chiesto oggi la sua condanna a 10 anni anni di carcere: “Ha approfittato della fragilità della vittima e del suo ruolo di indubbia supremazia nella Croce Rossa. Lei ha tenuto a lungo il silenzio su questa dolorosa vicenda, ma questo non significa che non sia attendibile nel raccontare cosa le è stato fatto” ha spiegato nella sua requisitoria. La difesa dell’imputato, sostenuta in aula dagli avvocati Vittorio Rossini e Cosimo Maggiore, ha invece chiesto la sua assoluzione per non aver commesso il fatto. Mentre la parte civile ha concluso con una richiesta di risarcimento di 80 mila euro.

In aula, la vittima aveva raccontato a lungo tutti i dettagli delle numerose aggressioni sessuali subite. Una deposizione molto sofferta in cui la donna era scoppiata più volte a piangere. Anche al momento della richiesta della condanna è scoppiata in lunghi singhiozzi. Raccuia era il coordinatore regionale dei volontari della Croce Rossa e in questo processo è accusato anche di violenza nei confronti di un’altra giovane collega che aveva 19 anni che non ha mai sporto denuncia: il fatto era emerso durante le indagini. Ma la giovane non si è costituita parte civile.

Fonte: torino.repubblica.it

  • martedì, 7 febbraio 2017