La Regione Piemonte riparte dalle donne. La priorità è consolidare la rete regionale contro la violenza

Siamo ripartiti dalle donne e non è un caso. La mia attività amministrativa dopo la pausa estiva è ripresa dal sostegno alla rete dei centri antiviolenza perché per noi questa è un’azione prioritaria e 
siamo impegnati a dare continuità al loro operato in un’ottica di sistema sempre più estesa. Mi riferisco all’approvazione da parte della Giunta regionale dei criteri per l’accesso ai finanziamenti destinati agli interventi effettuati dai Centri antiviolenza e dalle Case rifugio esistenti, all’apertura di nuovi Centri antiviolenza e Case rifugio e all’individuazione di ulteriori soluzioni per l’accoglienza temporanea di donne vittime di violenza, sole o con i figli. Lo stanziamento complessivo per lo svolgimento di queste attività ammonta a 1.126.000 euro.

In questi mesi la Regione Piemonte ha lavorato per aggiornare l’albo dei centri antiviolenza e delle case rifugio in modo da accreditare solo quelli soddisfacenti i criteri previsti a livello nazionale e anche dalla nostra legge regionale. Le risorse, al fine di essere distribuite in modo equo e in previsione di un equilibrio territoriale dell’offerta dei servizi, saranno ripartite tra gli 8 ambiti territoriali provinciali e metropolitano rispettando il criterio del 50% da suddividere in quota uguale per ciascun ambito e del 50% da suddividere in base alla popolazione femminile residente, in età oltre 14 anni.

Attualmente la rete regionale a sostegno delle donne vittime di violenza è composta da 13 centri antiviolenza e 9 case rifugio così ripartite: 7 centri antiviolenza sono in provincia di Torino e sono Donne&Futuro, Punto a capo, Associazione Svolta Donna onlus, Città di Torino, A.R.C.I Valle di Susa, Telefono Rosa, Unione Donne 3° Millennio e 6 sono nelle altre province e sono Me.dea (Alessandria), C.I.S.S. Ossola (VCO), C.R.I. Asti, C.S.A.C. Cuneo, CISSABO Cossato (Biella), Comune di Novara; 5 case rifugio sono in provincia di Torino e sono Donne&Futuro, Casa Benefica, Associazione Svolta Donna onlus, Cooperativa Mirafiori, Città di Torino e 4 sono nelle altre province e sono Me.dea (Alessandria), C.I.S.S. Ossola (VCO), Anteo coop. Sociale onlus (Biella), Cooperativa Fiordaliso (Cuneo).

La delibera approvata questa mattina dalla Giunta regionale stanzia 1.126.000 euro per finanziare la rete regionale. Del totale 817.000 verranno distribuiti ai centri antiviolenza e alle case rifugio già esistenti per il loro sostegno e potenziamento, e per le attività degli sportelli e dei punti di ascolto collegati ai centri medesimi.

Le risorse restanti verranno invece destinate alla creazione di nuovi centri antiviolenza e case rifugio e per il finanziamento di nuovi posti per l’accoglienza in emergenza. La nostra intenzione è quella di allargare su tutto il territorio regionale la rete a sostegno delle donne vittime di violenza ed è per questo che abbiamo deciso di finanziare progetti per l’apertura di nuovi centri antiviolenza e case rifugio prioritariamente nelle province che al momento presentano un rapporto tra numero di centri e popolazione femminile residente oltre i 14 anni più elevato rispetto alla media regionale. Le risorse verranno destinate prioritariamente dunque per finanziare 3 nuovi centri antiviolenza nelle province di Cuneo, Alessandria e Novara, e 3 nuove case rifugio nelle province di Novara, Asti e Vercelli.

Fonte: monicacerutti.com

  • venerdì, 1 settembre 2017