Dipendenti pubblici, scatta il licenziamento per le molestie in ufficio: ecco il nuovo contratto

«Comportamenti o molestie di carattere sessuale», non gravi: fino a 6 mesi di sospensione dal lavoro e dallo stipendio, in prima battuta. «Comportamenti o molestie a carattere sessuale di particolare gravità»: licenziamento. «Recidiva nel biennio» degli stessi comportamenti, anche non gravi: licenziamento. Parte dalla Pubblica amministrazione la battaglia contro le molestie in ufficio. Sanzioni più aspre che mettono tutti d’accordo, governo e sindacati. Le novità sono nella bozza del nuovo contratto per gli statali in discussione e che la ministra per la PA Marianna Madia auspica di firmare «entro Natale».

E per la prima volta le sanzioni disciplinari per i comportamenti scorretti in ufficio porteranno al licenziamento. «C’è un rafforzamento della sanzione – spiegano al ministero – che finora prevedeva solo una sospensione fino a 10 giorni per atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona». Il nuovo contratto definirà tutte le sanzioni per i molestatori, le vittime potranno denunciare all’ufficio del personale.

«È un primo passo, ma attenzione al buonismo», avverte Gabriella Carneri Moscatelli, presidente dell’associazione Telefono Rosa. Perché, spiega, «in Italia le norme sono sempre ottime, ma poi bisogna vedere come vengono applicate e nel caso specifico c’è il rischio che, dopo la denuncia, si sia sopraffatti dal buonismo verso il molestatore, soprattutto se è più alto in grado». Carneri Moscatelli sottolinea anche che «alle donne bisognerà poi insegnare come comportarsi in caso di molestie, perché alla fine l’onere della prova è sempre a carico loro. Sono perplessa sulla denuncia fatta all’interno dello stesso ufficio: associazioni e sindacati dovranno vigilare».

Salvatore Chiaramonte, segretario nazionale Fp Cgil, siede al tavolo della discussione del nuovo contratto degli statali e riconosce che le sanzioni per i molestatori sono un punto di partenza «per cambiare subito la cultura dello stare in ufficio: purtroppo queste sono situazioni molto legate alla gestione del potere». Sono previste anche tutele specifiche per le donne vittime di violenza. Come un congedo retribuito fino a 3 mesi (ma i sindacati ne chiedono altri 3) e la possibilità di trasferirsi in un ufficio in un comune diverso da quello di residenza. 
Ma il nuovo contratto prevede il licenziamento anche per l’impiegato statale che accetta o chiede per sé o per altri un regalo come contropartita. E saranno sanzionati con una sospensione e poi con l’allontanamento dal posto di lavoro anche i «furbetti del weekend», che fanno assenze strategiche e «ingiustificate» nei giorni intorno al fine settimana o prima e dopo i festivi. Domani governo e parti sociali si incontreranno di nuovo. L’obiettivo è chiudere l’accordo entro la fine dell’anno. 

Fonte: corriere.it

  • martedì, 12 dicembre 2017