Arriva “Erica”, l’applicazione che aiuta le donne in pericolo

Un aiuto concreto per aiutare le donne. Si chiama «Erica» ed è un’app pensata per raccogliere e rendere facilmente fruibili tutte le informazioni sui centri antiviolenza del Piemonte (numeri, indirizzi), per consentire alle donne che la scaricano di mandare una richiesta d’aiuto in caso di pericolo a tre numeri pre-registrati sulla app. E di inviare la propria geolocalizzazione in caso non si raggiunga in un orario prestabilito la propria destinazione.

L ‘idea

L’applicazione realizzata dalla Regione è stata presentata oggi in Regione. L’idea è nata un anno fa, quando è stato aperto un bando per la ricerca di sviluppatori in grado di creare questo strumento alla portata di ogni donna piemontese che oggi può scaricarlo gratuitamente sia su Android che su Apple store.

Lavoro di squadra

Come spiegano dalla Regione, «Erica» ha una grafica semplice, colorata. È il risultato del lavoro dell’azienda Quattrolinee snc di Fabio Guida e di Giuseppe Tuttobene, nonché dell’operato di controllo e coordinamento dell’ufficio di comunicazione della Regione, che ha anche messo a punto il bando. «Erica è un tassello in più nella lotta alla violenza di genere – afferma l’assessora regionale ai Diritti, Monica Cerutti – Sappiamo che non risolverà il problema, ma contribuirà a informare le piemontesi sui centri a cui rivolgersi in caso di bisogno. Inoltre permetterà loro di contattare in caso di pericolo amici e parenti per chiedere aiuto e di essere localizzare per la città».

La rete

La nuova app, scaricabile da Play Store, si inserisce in un più ampio piano di supporto alle donne maltrattate in pericolo. Si aggiunge alla rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio che hanno bel 2018 dato assistenza a oltre 3 mila donne, al fondo regionale a sostegno delle spese legali per vittime di maltrattamenti, alla sperimentazione per recuperare gli uomini violenti, agli accordi con parrucchieri ed estetisti che si sono impegnati a sensibilizzare la clientela sulle opportunità offerte per liberarsi di compagni.

Fonte: lastampa.it

  • martedì, 2 Aprile 2019